D: Come valorizza Vodafone il lavoro femminile e quali forme flessibili di lavoro offre alle sue dipendenti, per esigenze di conciliazione?
R: La valorizzazione del lavoro femminile passa innanzitutto dalla valorizzazione del merito, dall’impegno nel garantire alle donne uguali opportunità in termini di percorsi professionali, senza distinzione di genere. Oggi Vodafone ha il 22% di dirigenti donne, questo anche grazie a scelte gestionali meritocratiche che hanno favorito l’accesso delle donne a ruoli di responsabilità Sono donne tre delle dodici prime linee dell’Amministratore Delegato e due dei sette membri del Consiglio di Amministrazione. Sempre in una logica meritocratica, incentiviamo il raggiungimento di un mix bilanciato tra uomini e donne nelle posizioni di leadership. Diverse sono le forme flessibili di lavoro che offriamo, a partire dalla flessibilità oraria in entrata e in uscita, molto apprezzata dai nostri dipendenti con figli piccoli. Le lavoratrici del call center che rientrano dalla maternità possono inoltre avvalersi del cosiddetto “part-time mamma” fino a 30 mesi di vita del bambino. Per tutti gli impiegati che ne abbiano la necessità – e questa e’ una novità recente – e’ previsto un periodo di part-time fino a 18 mesi frazionabili per il lavoro di cura dei familiari.
D: Avete un track record di quali sono le più apprezzate, le più utilizzate e quali quelle che funzionano meglio?
R: Offriamo diversi strumenti concreti per conciliare tempi di vita e tempi di lavoro ma il più apprezzato e’ sicuramente il trattamento integrativo di maternità. Le mamme di Vodafone percepiscono il 100% della retribuzione anche nei quattro mesi e mezzo di congedo parentale facoltativo successivi ai cinque mesi di maternità obbligatoria (l’azienda integra il 30% previsto dalla legge con un ulteriore 70%). Anche l’asilo nido aziendale, presente in molte sedi, e’ molto apprezzato. L’ultima struttura inaugurata, quella di Pozzuoli, con 420 mq e 60 bambini e’ il nido aziendale più grande dell’intero Mezzogiorno.
D: L’azienda sembra credere molto in questo impegno per la conciliazione: alla luce della vostra esperienza, quali sono i vantaggi in termini di efficienza e (se ci sono) i costi in termini di gestione delle risorse? Conciliare conviene all’azienda?
R: Promuovere e attuare politiche di conciliazione costa – e’ evidente – ma e’ anche un investimento per l’impresa. L’equilibrio tra sfera lavorativa e sfera familiare non solo contribuisce a migliorare la vita dei singoli ma ha un impatto positivo sull’intera organizzazione. Conciliare conviene perché permette di contare sulla totalità dei dipendenti per valorizzare le risorse migliori. In altre parole: escludere a priori o svantaggiare una parte dei dipendenti sarebbe antieconomico per l’impresa.
