Il lato B della crisi

E se vedessimo la crisi come opportunità per ripensare il mercato del lavoro? Tante aziende infatti, prima “rigide” verso le forme flessibili di lavoro, oggi stanno ridefinendo la propria organizzazione interna e spuntano posizioni part-time che prima erano miraggi. E’ successo anche a voi? O l’ultimo diniego è ancora cocente?

Immagine: annuncissimi.it

  1. Danila

    Io sto cercando affannosamente un lavoro ad orario flessibile e magari un po’ ridotto, ma nel “mitico ed avanzato” Nord Est per certe posizioni è un miraggio. Mi sono dovuta accontentare di un impiego simile a quello che svolgevo quando ho iniziato a lavorare, circa vent’anni fa.

  2. Mi sembra un’ottima idea. Nella mia piccola struttura ho solo colleghe donne, massima flessibilità, lavorano da casa quando hanno bisogno, così come non ci sono problemi per permessi o ferie. L’impegno reciproco è che il lavoro venga svolto. Capisco che il nostro mondo è molto particolare. Ma credo che si possa fare. Bisogna impegnarsi

  3. F.

    Sono una mamma di 2 splendide bambine, ed anch’io mi ritrovo nella situazione di tante mamme. Per motivi personali non ho rinunciato al lavoro, ma a discapito della mia famiglia e del mio stile di vita. Purtroppo la mia azienda non è disposta a concedere part-time e al rientro dalle mie 2 maternità ho dovuto accettare ruoli professionali diversi.Questo facendomi sentire insoddisfatta come madre (un gran senso di colpa) e come donna (senza alcuna soddisfazione lavorativa). Mi ritrovo ad uscire alle 7.30 del mattino per rientrare alle 18.30 appoggiandomi a strutture comunali, baby sitter, e nonna (solo 2 giorni a settimana.Certo che questa crisi non aiuta; quando mi presento per fare colloqui, sempre per ruoli a tempo determinato, mi sento dire se è la scelta giusta rinunciare ad un ruolo a tempo indeterminato per uno precario e mi consigliano di lasciare stare. La realtà lavorativa in cui vivo (Emilia Romagna) è molto negativa; sarei disposta a rimettermi in gioco ed accettare qualsiasi ruolo impiegatizio part-time, ma da sola mi è difficile.Vi ringrazio per aver dato il via a questo progetto, perché è un appoggio per chi come me non sa a chi rivolgersi.

  4. Michela

    Sono Michela, ho 31 anni e una bimba di 18 mesi,ho lavorato con un contratto temporaneo negli ultimi due anni per un noto ospedale dell’hinterland milanese, vinto attraverso concorso pubblico, si trattava di un part-time, ma il tipo di contratto non prevedeva nulla(niente malattia, ferie, maternità), quindi ho lavorato fino all’ottavo mese, fortunatamente stavo bene, sono rientrata per forza di cose ai tre mesi compiuti di mia figlia, garantedno la massima dispnibilità, poi però qaundo dovevo anche solo poratre mia figlia a fare un vaccino era una battaglia da fare, nono stante io non fossi pagata nei giorni di assenza, il tutto per potersi tenere il posto. Mi chiedo come sia possibile permettere delle cose del genere? soprattutto in ambito “pubblica amministrazione”?…da novembre non lavoro piu’ li..è scaduto il contratto…michela

  5. miriam

    Salve, ho 43 anni, lavoratrice e sono mamma di due bimbi di 4 e 8 anni.Sono una semplice impiegata, al primo figlio decisi di chiedere un part time di 6 ore,mi sembrava che sarebbe stato vantaggioso per l’azienda,per le emergenze ormai c’è computer e telefonino. Ebbene, l’azienda mi concedeva 4 o full time. Presi pt fisso ma non sapevo cosa mi sarebbe successo…..ovvero non avere più un’occupazione, passare mesi senza fare niente, o fotocopie (sono un’impiegata di primo livello)o addirittura adesso sono a fare un mero lavoro di magazzinaggio…..ormai ho perso di professionalità e purtroppo anche la mia autostima vacilla. Ho provato tutte le forme di conciliazione, sono anche disposta a trattare il contratto di lavoro, magari rientrando a full time se questo mi può far ritrovare una dignità di lavoratrice e donna…..ma sono anni che chiedo un colloquio con l’ufficio del personale e non mi voglione parlare…..forse, dovrò gettare la spugna

  6. Daniela

    Ciao sono Daniela, ho 37 anni e due bimbi. Sono 10 anni che lavoro full time in azienda con ruolo di impiegata amministrativa. Sin dalla nascita del mio primo figlio ho sempre lottato per avere il part time. La mia lotta si è poi intensificata con l’arrivo del secondo figlio che ora ha 4 anni. Il mio primo figlio ne ha invece 7. Ebbene, dopo 10 anni di lavoro durante i quali accudire i miei figli durante la malattia, portarli in palestra oppure a giocare al parco o a casa di amici, portarli in vacanza era un “lusso”, mi ritrovo adesso disoccupata in quanto la mia azienda “infastidita” dalle mie richieste ha reputato “scomoda e destabilizzante” la mia presenza.
    Mi chiedo se tutto questo sia giusto, ma non riesco a trovare una spiegazione….

  7. monica

    Ciao sono Monica 37 anni e due figli di 4 e 7 anni. Da 16 anni lavoro nella stessa azienda ma da quando sono rimasta incinta della prima figlia qualcosa non ha piu’ girato per il verso giusto … poco dopo il rientro dalla prima maternita’ e la conseguente richiesta di part time orizzontale a 6 ore (fortunamente accordato) sono stata spostata in un altro ufficio … mi sono fatta coraggio e mi sono impegnata per imparare nozioni e metologie nuove … sono rimasta incinta del secondo figlio e non ho voluto mollare il part time … al rientro da questa seconda maternita’ sono stata di nuovo spostata a svolgere mansioni completamente diverse dalle precedenti e anche qui ho tenuto duro e ho cercato di guardare il bicchiere mezzo pieno … in tutto questo tempo la mia “carriera” si e’ per cosi’ dire cristallizata ne’ aumenti ne’ passagi di categoria … ho sempre detto ai miei vari responsabili che storcevano il naso alla parola part time che PART TIME NON SIGNIFICA DEDICARE META’ del TEMPO AL LAVORO MA FARE IN META’ TEMPO LO STESSO LAVORO CHE ALTRI SVOLGEVANO A TEMPO PIENO!! E comunque anche se fossi stata a tempo pieno non avrei comunque potuto fermarmi in ufficio fino a tarda sera o saltare su un aereo il giorno dopo per la solita trasferta dell’ultimo minuto … non ho nessun aiuto fisso (le nonne hanno problemi di salute e la baby sitter e’ fantastica ma mi costa un’occhio!!)… sapete come e’ andata a finire?
    L’azienda ha deciso di tagliare i costi e chi ha messo in cassaintegrazione per prime ? Le donne a part/time tra cui la sottoscritta. Eppure ho dato prova di evidente flessibilita’ e adattabilita’ diventando di volta in volta proattiva nelle mansioni e nelle posizioni che l’azienda mi chiedeva di svolgere/occupare.

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