Inauguriamo questo spazio con il prezioso aiuto di Cristina De Tomasi, responsabile della selezione Gi Group, che ci aiuterà, volta per volta, ad affrontare tutti gli snodi principali per trovare un nuovo lavoro, dalla stesura del CV al colloquio. Con un occhio di riguardo a chi – come le neo-mamme – ha “rallentato” o provvisoriamente sospeso il proprio impegno professionale per esigenze private.
Se avete domande specifiche o suggerimenti su temi da trattare scrivete a info@momsatwork.it
I 10 consigli per un curriculum ad hoc
Il curriculum è il primo passo per farsi conoscere, il biglietto da visita attraverso il quale ci presentiamo, pertanto è importante non commettere errori e riuscire a renderlo interessante.
Non è semplice stendere un buon CV, bisogna essere completi ma sintetici, dettagliati ma non prolissi e soprattutto inserire tutte le informazioni necessarie.
I 10 CONSIGLI PER UN BUON CURRICULUM
Non più di 2 pagine
Sintesi e completezza: il curriculum non deve superare la lunghezza di 2 pagine, se troppo lungo risulta infatti difficile da legger. È necessario essere completi, precisando le esperienze lavorative in ordine cronologico partendo dall’ultima. In caso di gap occupazionale è utile mettere la data dell’ultimo lavoro e precisare, in sede di colloquio, i motivi che hanno portato alla scelta di lasciare quel lavoro
Metti i puntini sulle i
La precisione è fondamentale nella stesura del CV. Dati mancanti o errati sono infatti un fattore di penalizzazione perché dimostrano scarsa accuratezza e poca affidabilità del candidato. Importanti sono anche la chiarezza espositiva e l’ordine cronologico che, in tutte le sezioni del curriculum, va mantenuto dall’esperienza più recente a quella più datata.
Come ti presenti?
La lettera di presentazione è importante solo nel caso in cui il proprio percorso formativo/lavorativo non sia strettamente congruente con la posizione richiesta, perché fornisce motivazioni sulla scelta di intraprendere un nuovo lavoro. Inoltre è utile nel caso in cui si risponda ad un annuncio specifico, non quando si inviano curricula in modo generalizzato.
Formazione/ Tu e la formazione
La parte del CV relativa alla formazione scolastico, linguistica e informatica, spesso lasciata in secondo piano dal candidato, riveste, invece, un ruolo importante. Per questo motivo è necessario svilupparla in modo approfondito, completo: per esempio la conoscenza tecnica di sistemi operativi in diversi ambiti (come quello contabile, o finanziario) è senz’altro un valore aggiunto.
Cosa ti piace fare?
È importante inserire all’interno del proprio CV anche una sezione relativa agli interessi personali. Questo permette, infatti, al selezionatore di farsi un’idea più completa del candidato. Se però diventa un riempitivo, meglio evitare. Per esempio non scrivere un generico “mi piace l’arte” o “amo lo sport”.
Non fare come Pinocchio
L’onestà è alla base della stesura del curriculum. Se doveste mentire, il selezionatore, non ci metterà molto a scoprirlo in fase di colloquio, con l’unico risultato di apparire inaffidabili e insicuri
Un curriculum per ogni annuncio
Personalizzare è un’altra regola fondamentale: è sempre utile raccogliere informazioni sull’azienda alla quale proponiamo la nostra candidatura. In questo modo è possibile anche personalizzare dal punto di vista del contenuto il CV per renderlo più interessante e per fare in modo che non si perda nel mare di curricula che un selezionatore si trova davanti ogni giorno.
Cosa vuoi fare da grande ? Qual è il tuo obiettivo professionale? (sono già grandi)
Esplicitare i propri obiettivi: all’interno del CV è utile inserire una sezione che riguardi le proprie ambizioni lavorative. Questo permette al selezionatore di capire quali sono obiettivi professionali del candidato e di avere una prospettiva di più ampio respiro.
Quanto sei flessibile?
Nell’odierno mondo del lavoro è importante evidenziare, ove possibile, la capacità di essere flessibili sia dal punto di vista degli orari, sia da quello dei trasferimenti. Ma anche esplicitare eventuali esigenze di conciliazione dei tempi, evidenziando in modo chiaro quali, e sottolineando la determinazione a lavorare per obiettivi e a rimettersi in gioco. Spiegare perché si vuole tornare al lavoro è apprezzabile.
Un po’ di privacy
È indispensabile l’inserimento dell’autorizzazione al trattamento dei propri dati personali, in ottemperanza alla vigente normativa sulla riservatezza riportata con esatta dicitura(D. LGS 30 giugno 2003 numero 196).

I consigli sono molto utili.
Mi domando, però, perché una donna di 39 anni vede respingere il suo (pur completo, dettagliato e consono alla mansione) CV, senza avere nemmeno la possibilità di un Colloquio, o di una RISPOSTA, seppur negativa.
Sono mamma di un bambino di 1 anno (fatto che, come ovvio, non compare sul mio CV) e da Settembre 2010 invio CV rispondendo ad Annunci, ne ho personalizzati ben 5, ognuno per le diverse tipologie di lavoro nelle quali ho, più o meno, esperienza, così da “snellire” tutte le voci che nell’una o nell’altra figura professionale non fossero utili.
Ho ricevuto solo un paio di risposte.
Perché?
La maggior parte degli annunci mi tagliano fuori a priori, per l’età o per l’appartenenza al sesso femminile (un pò lo sospettavo, poi ne ho avuto conferma grazie ad uno sciagurato annuncio dove tra i requisiti compariva la dicitura “UOMO”, contravvenendo in questo modo ad una Legge che vieta, di fatto, la discriminazione tra Uomo e Donna nella selezione del personale, Legge 9 dic 1977, n.903, quindi ho capito che una agenzia aveva “toppato” solo nell’evidenziare un dato di fatto che, sebbene illegale, contraddistingue, secondo me, la gran parte degli annunci).
Gli annunci riportati dal Centro per l’Impiego, poi, sono esclusivo appannaggio di chi si trova nelle Liste di Mobilità o è Disoccupato di lungo corso (ahimé, dovrò attendere Marzo 2011 per rientrare in questo target, sob!).
Vorrei capire cosa devo fare per tornare a lavorare, in almeno una delle mansioni che nella mia lunga carriera lavorativa ho svolto, perché sto decisamente esaurendo la speranza, oltre ai risparmi…
Grazie
Grazie Laura, tra l’altro ho visitato il tuo blog e lo trovo bellissimo. Perché non apri un’attività in proprio dedicata ai dolci fatit in casa? Spesso in periodi di crisi le difficoltà possono diventare opportunità per ripensarsi al meglio. E non sempre il posto fisos e’ la soluzione migliore. Per il resto, quanto scrivi è condivisibile purtroppo ci sono ancora tanti pregiudizi sulle mamme che cercano un lavoro. Parte del nostro progetto vuole proprio afforntare questo tasto dolente e spiegare alle aziende che le mamme sono una risorsa e non un problema. Altrove -non è fantascienza – è cosi: in Olanda il fatto di avere figli da un punteggio aggiuntivo in caso di colloquio. Prima o poi ci arriveremo…
Grazie Anna. Purtroppo le cose stanno così: per aprire una piccola attività in proprio bisogna sempre e comunque avere un “budget” iniziale che sia (e dico pochissimo) almeno 10.000€. Una cifra che devi aver a disposizione pensando che potrebbe andare interamente persa (in caso in cui il progetto, per motivi vari, fallisse) o che comunque dovrai investire e con la quale andrai “a paro” non prima che siano trascorsi due anni dall’inizio dell’attività (e parlo con cognizione di causa). Va da sé che io non abbia questa cifra. A questo aggiungiamo che se anche volessi cucinare in casa coi mezzi che ho e poi VENDER i mie Prodotti, dovrei sottostare ad una lunga serie di regole e Leggi inerenti l’HACCP per le quali comunque dovrei spendere cifre da capogiro per avere permessi e mettere tutto “a norma”. Ho pensato anche di fondare una Associazione Culturale con altre Mamme e iniziare con qualche attività, ma anche lì, rivolteci ad un consigliere comunale, ci siamo sentite dire che senza un iniziale investimento non andremmo da nessuna parte. Il problema è che, senza lavoro, senza un cospicuo conto in banca, non ci è dato nemmeno di poter chiedere prestiti… che garanzie diamo? Come li restituiamo? Tutte le Fondazioni, Enti, ecc. che finanziano progetti, anche a Fondo Perduto, coprono solo una percentuale di spesa, l’altra toccherebbe a me, a noi, e siamo sempre lì, i SOLDI ormai stanno finendo! Per ora ho sottoscritto un P.A.I con il C.P.I. di Roma e ho consegnato la domanda per partecipare ad un Corso di Grafica Multimediale, in modo da dare un senso al tempo che passa. Ma inizio davvero a temere per il mio futuro e quello di mio figlio. Ah! Nel frattempo, come puoi notare, ho inziato anche a scrivere un “Momy Blog”… chissà che qualche editore non s’accorga della mia vena comica e mi faccia scrivere un Libro, magari divento una MammaStar come tante altre che hanno trovato in questa nuova dimensione la loro fortuna. Io ci provo. Hai visto mai? P.S. Grazie per i complimenti per l’altro Blog. Spero tu voglia lasciare un Commento in questo nuovo spazio: “Mamma Full Time”. Nome più che mai appropriato, purtroppo non per mia scelta.
Cara Laura, come tu ben descrivi le difficoltà sono tante ma come intuisce dal tuo messaggio, non sei una che si ferma al primo ostacolo. Ed è proprio questo il punto: non è facile cambiare, o ritrovare, lavoro e non è facile passare dall’ottica dell’assunzione come dipendente – dove la busta paga è redatta e contabilizzata da altri – ad un’ottica da libera imprenditrice o comunque di libera professionista dove sei tu la manager di te stessa. Tra l’altro non è detto che tutte le persone, oltre al volerlo, lo sappiamo fare e siano portati. Io stessa senza il prezioso aiuto della mia socia, Cecilia, bocconiana metodica e rigorosa non avrei saputo dare la forma giusta a questa nostra idea. Ma passo dopo pazzo, ostacolo dopo ostacolo, ho capito che la determinazione è più forte delle difficoltà, che l’entusiasmo è capace di abbattere molti ostacoli. Per eempio, hai provato a parlare con la Regione, dipartimento attività produtive o lavoro e pari opportunità? Spesso ci sono dei piccoli bandi con finanziamenti a fondo perso. Anzi, ora ce n’è uno anche nazionale, del Dipartimento pari opportunità (questo il sito di riferimento: http://www.pariopportunita.gov.it/index.php/bandi-e-avvisi/47-avvisi/1766–avviso-per-iniziative-finalizzate-alla-promozione-delle-politiche-di-pari-opportunita) che è meno complicato di quanto sembri e che da 10′000 euro a fondo perduto. Coraggio, se c’è bisogno di aiuto e possiamo darvelo, siamo a disposizione!
Cara Anna, sono diplomata, ho lavorato parecchi anni come impiegata ed ho fatto numerosi corsi di formazione. Diventando mamma ho chiesto un Part Time, che naturalmente mi è stato negato e così sono stata costretta a lasciare il lavoro. Ora sto cercando soprattutto nei Centri Commerciali o Supermercati, come commessa o cassiera (in azienda il part time non si trova). Ma mi dicono che sono “troppo qualificata” x queste mansioni e così scartano il CV. Ma a me non importa di fare un lavoro più “semplice”, considerato che sono stata impiegata nelle vendite x molto tempo e mi piace! Come posso fare? Anche valorizzare nella parte “aspirazioni” la mia volontà e piacere di lavorare in quei settori, non è servito. Aiutoooo troverò mai un part time? Francesca PS Abito lontano dalle grandi città
Ciao Francesca, capisco bene il dilemma. Molte lettrici ci scrivono – e le ringrazio – per confrontarsi con questo problema: cerco un lavoro, se per quella mansione sono troppo qualificata lascia scegliere a me di candidarmi comunque e lasciami spiegare perchè sono disposta a farlo! Io ti consiglio di fare una mappatura dei negozi e delle realtà produttive nelle vicinanze di casa tua e poi di candidarti, anche in maniera sponatea, cercando il direttore del negozio per quel centro. Per fargli capire bene le tue motivazioni. Oppure se ti piace il settore delle vendite, ptresti anche provare con le televendite. In bocca al lupo!
ciao,
ho già lasciato un commento della stessa natura qualche tempo fa ma ci tengo a ribadire il concetto. il problema non è scrivere un bel curriculum il problema è che una volta che ti chiamano e fai il colloquio e scoprono che hai figli sei automaticamente tagliata fuori e questo vale per tutti i tipi di lavoro, full time e part time. perchè se è full time danno già per scontato che con un figlio non ce la fai, partendo dal presupposto che si viva in ufficio e che tutti debbano essere disponibili fino all 10 di sera, se è part time la scusa è che essendo giovane e avendo un bimbo piccolo tu ne faccia abreve un altro e nessuna azienda vuole accollarsi il disturbo. quindi che si fa? noi mamme giovani, con un figlio, che quasi sicuramente resterà unico per scelta di vita siamo destinate a non poter cambiare lavoro? o dobbiamo aspettare gli anni della pensione quando le aziende avranno la certezza che non faremo più figli?
un caro saluto a tutte
Linda