Corneliani – Claudio Ceraico,hr director

D: La sua società ha dei programmi  per la conciliazione dei tempi casa/lavoro? Quante donne ci sono in azineda e quante di queste hanno – se ci sono tali contratti – contratti di lavoro flesisbili (part-time, telelavoro, flessibilità oraria)?

R: La Corneliani non ha messo in atto progetti finanziati ex art. 9. Tuttavia ha cercato nel tempo di mettere attuare delle soluzioni che, compatibilmente con le  esigenze tecnico organizzative, favoriscano la conciliazione: tra queste la concessione del part time, l’aspettativa, la flessibilizzazione  dell’orario in determinati periodi. In azienda lavorano 554 donne, pari al 77% dei dipendenti. Il 20% circa del personale può disporre del part time.


D: Ci sono ancora problemi, criticità legati alla gestione di una maternità in azienda, in base alla sua esperienza (congedo troppo lungo, maternità anticipata, costi della riorganizzazione delle mansioni, ect..) ? Magari in Italia rispetto all’estero ci sono problematiche specifiche?

R: Ritengo che allo stato attuale il legislatore abbia messo in atto una buona tutela della maternità. Tuttavia in gran parte delle aziende italiane gli imprenditori tendono a non favorire la concessione del part time in quanto comporta qualche problema organizzativo.

D: Se le istituzioni  intervenissero per finanziare la flessibilità in azienda ci può indicare una o due misure che secondo Lei sarebbero
prioritarie e determinanti in questo senso?

R: Si potrebbe proporre una incentivazione, in termini di parzialedecontribuzione, a favore delle aziende che concedono il part time entro i primi 3 anni dalla nascita del bambino.

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