
Far parlare i dati, renderli casi concreti per capire come e dove è possibile. L’argomento è sempre quello, l’occupazione femminile e materna, mia vera passione e filo conduttore del nostro progetto. In Piemonte accade che il rapporto biennale sull’occupazione nelle aziende con più di 100 dipendenti – la raccolta dei dati è prevista per legge – si è arricchita do un’indagine qualitativa sulle aziende con maggior presenza femminile. Per capire se ci sono degli elementi determinanti che permettono la “sopravvivenza” e per premiare i casi più virtuosi, rendendoli dei casi d’esempio replicabili e da far conoscere. Siete curiosi? Leggere l’opuscolo! e-quality piemonte
Un progetto simile, anche se non è legato alla pubblicazione biennale (quella sul personale maschile e femminile nelle aziende con più di 100 dipendenti) sarà a breve distribuito anche in Lombardia, sotto forma di vademecum per la flessibilità: un opuscolo da diffondere per far conoscere che conciliare è possibile, e conviene. Mi sembrano iniziative meritevoli, perché concrete. D’accordo, sono piccole idee a livello regionale – spesso ignorate a livello centrale, dove manca tutt’ora una programmazione organica per l’occupazione femminile – ma è un primo passo importante sapere che dietro casa c’è un’azienda dove qualcosa si sta muovendo. Che ne pensate?

