AREL – Europa, Lavoro, Economia

Questo numero speciale di «Arel – Europa, Lavoro, Economia», dal titolo “Un welfare per crescere” è ricco di spunti interessanti: la prima sezione è dedicata al rapporto tra lavoro e fisco, con tutto ciò che esso comporta in termini di incentivi all’occupazione femminile; la seconda si focalizza sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sulla costruzione di un nuovo welfare più sostenibile; la terza infine esplora il legame tra crescita e modello contrattuale. In questa sezione viene citata anche la ricerca condotta dalla società inglese Morgan Redwood dove emerge che il valore di politiche di conciliazione (tra vita privata e lavorativa) aziendale portano ad un incremento del 23% dell’utile netto per dipendente.

Falsi miti sulla flessibilità

Più flessibilità non significa necessariamente più part-time; aderire a programmi di flessibilità non è un ostacolo alla carriera. Sono questi alcuni dei luoghi comuni che la ricerca condotta da McKinsey & Company per l’associazione Valore D aiuta a sfatare, sottolineando invece l’importanza di una cultura aziendale del non presidio e del lavoro per obiettivi.

The economic case for gender equality

In questo documento Mark Smith e Francesca Bettio analizzano la dimensione economica della parità di genere, sottolineando i benefici direttamente misurabili in una dimensione macro-economica. Una prospettiva tutta diversa – dall’equità sociale alla convenienza economica – che in alcuni Paesi, Germania in primis è già stata adottata, con grande successo. Mentre da noi resta ancora un esercizio accademico.

B.I.C: Best in class. L’eccellenza dall’esperienza

Studio realizzato da Confinsutria (Sistemi formativi) per recensire quali sono le azioni di promozione delle pari opportunità realizzate dalle piccole e medie aziende in Italia. E per capire in che modo vengono decise e attuate e quali sono gli effetti sull’azienda e sui lavoratori coinvolti.

Diversity management & Work Family balance

Più della metà delle aziende italiane – in base al campione analizzato (66) secondo il Family Responsible Employer Index, modello di autovalutazione delle politiche di conciliazione interne ad un’impresa – ha poche politiche family friendly e le applica sporadicamente. Ma quelle poche (solo il 3%) che lo fanno in maniera sistematica ne riconoscono i benefici. In questo documento Roberto Sorrenti analizza diverse pratiche aziendali e fornisce esempi concreti per creare un circolo virtuoso tra casa e ufficio “che arricchisca le relazioni dal lavoro verso la famiglia e viceversa, rilanciando la motivazione e le capacità di mettere in gioco le migliori competenze disponibili e rafforzando il supporto sociale in famiglia e l’autostima complessiva”. Un documento da leggere, perché fornisce un primo chiaro spaccato a livello nazionale delle politiche famigliari e di genere delle aziende italiane.

Le scelte delle piccole e medie Aziende della Provincia di Milano per lo sviluppo di politiche di pari opportunità e l’utilizzo di risorse per le azioni positive

Perché le piccole e medie aziende hanno più difficoltà ad introdurre politiche di conciliazione dei tempi? E perché spesso non conoscono il quadro normativo, ma anche i finanziamenti e gli sgravi previsti in questo ambito? Un’interessante viaggio nelle pmi lombarde.

A business case for women

Valorizzare le risorse femminili in azienda è una strategia redditizia in termini economici. In questo studio McKinsey ci spiega perché.

Bold new ideas for making work work

260 esempi di come le aziende statunitensi abbiamo saputo trasformare la crisi in opportunità, per rivedere le proprie politiche di gestione del personale e concedere maggior flessibilità. A beneficio dei dipendenti ma anche, in termini strettamente economici, del loro business. In questo corposo documento il Familie and Work Institute analizza le best practice aziendali, dai “venerdì in libertà” concessi a metà stipendio fino al telelavoro per risparmiare sulle postazioni in ufficio (non solo sullo spazio ma anche sull’elettricità e le facilities a disposizione), passando per incentivi a prendere periodi di aspettativi non retribuiti (ma con copertura assicurativa).