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	<title>moms@work &#187; efficenza</title>
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		<title>Si dice &#8220;file condiviso&#8221;, significa flessibilità</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 20:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Condividere un unico file da posti diversi, tra persone diverse. Un supporto tecnologico che permette di non andare in ufficio,<span class="readmore"> &#0133; <a rel="bookmark" title="Si dice &#8220;file condiviso&#8221;, significa flessibilità" href="http://momsatwork.it/2011/04/si-dice-file-condiviso-significa-flessibilita/">read more of this</a><span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2011/04/donna_mare_pc.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2090" title="donna_mare_pc" src="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2011/04/donna_mare_pc-300x225.gif" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>Condividere un unico file da posti diversi,</strong> tra persone diverse. Un supporto tecnologico che permette di non andare in ufficio, rende possibile il lavoro &#8220;in remote&#8221; ma anche la condivisione di  progetti e scadenze, in modo da ricreare quel lavoro di squadra che spesso si da per &#8220;spacciato&#8221; se non si <a href="http://momsatwork.it/2010/12/perche-essere-mamme-e-un-valore-anche-sul-lavoro/" target="_blank">presidia il des per 10 ore al giorn</a>o. E&#8217; successo a me, negli ultimi giorni e &#8211; vinta la diffidenza iniziale del tecnico IT &#8211; questo mi permetterà di lavorare in sintonia con altre colleghe, mamme ognuna con una sua professionalità ma anche con <strong>esigenze di mobilità e conciliazione dei tempi diversi</strong>. Ora ho una magica icona sul desktop &#8211; non è pubblicità occulta, ma voglio precisare che è della Cisco System, visto che <a href="http://momsatwork.it/2010/04/cisco-vanessa-giusti-corporate-counsel/" target="_blank">li abbiamo incontrati</a> per il progetto Moms@Work e so che hanno declinato la flessibilità in tutte le forme possibili &#8211; che mi permette di lavorare in team da dove voglio. Una semplice immagine che semplifica molte cose e ne rende molte altre possibili.</p>
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		<title>&#8220;..costituirà titolo preferenziale essere mamma&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 10:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha &#8220;fatto sognare&#8221; molte mamme questo annuncio di lavoro di Maxi Brums che ha utilizzato moms@work per la ricerca di<span class="readmore"> &#0133; <a rel="bookmark" title="&#8220;..costituirà titolo preferenziale essere mamma&#8221;." href="http://momsatwork.it/2011/01/costituira-titolo-preferenziale-essere-mamma/">read more of this</a><span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2011/01/mamma-lavoratrice.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1993" title="mamma-lavoratrice" src="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2011/01/mamma-lavoratrice-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Ha &#8220;fatto sognare&#8221; molte mamme questo annuncio di lavoro di Maxi Brums che ha utilizzato moms@work per la ricerca di addette vendita. E ringrazio tutte quelle che ci hanno scritto, raccontando di essere <strong>mamme felici </strong>ma anche persone pronte a <strong>rimettersi in gioco professionalmente</strong> e sottolineando come la maternità non solo non ha tolto nulla alle loro capacità  ma anzi le ha rese più efficaci determinate e complete.</p>
<p>La ricerca Maxi Brums al momento è chiusa ma stiamo lavorando per averne molte, sia nel settore della puericultura &#8211; dove il valore aggiunto di una mamma, che sa di cosa sta parlando perché conosce i prodotti è più ovvio &#8211; sia in altri settori. Perché ormai <strong>le donne hanno a tutti gli effetti un &#8220;potere&#8221; economico</strong>: gestiscono infatti le spese del nucleo famigliare, hanno un ruolo determinante negli acquisti, anche quelli più rilevanti come casa ed auto ma anche videogiochi e dotazioni high tech della famiglia. Quindi  per attirarle in quanto consumatrici, le aziende produttrici devono conoscerle e saperlo fare al meglio devono avere nel proprio team un <strong>punto di vista femminile</strong>. Tanto più che ormai le donne sono la maggioranza dei laureati, si laureano meglio e prima. Questo è in estrema sintesi l&#8217;argomento più forte che arriva dagli States &#8211; illustrato in maniera molto chiara dal libro &#8220;<a href="http://momsatwork.it/2010/09/parentswork/" target="_blank">Why women mean business&#8221; </a>di Avivah Wittebnerg e Alison Maitland&#8221; &#8211; che le multinazionali stanno adottando anche nel nostro Paese. Ma c&#8217;è un&#8217;ulteriore argomento, più sottile e ancora poco esplorato: <strong>cosa succede quando queste donne diventano mamme? Restano delle risorse? </strong>Non esistono, che io sappia, ricerche sull&#8217;amento di determinazione, di efficacia e produttività delle mamme che ritornano dopo una maternità o che incominciano un nuovo lavoro. Solo casi pratici, testimonianze dal vivo. Comunque un primo passo avanti per arrivare un giorno a leggere &#8220;costituisce titolo preferenziale essere mamma&#8221; e il giorno dopo &#8211; ancora meglio &#8211; non leggerlo più e sapere che <a href="http://momsatwork.it/2010/11/il-problema-di-essere-mamma-e-cercare-lavoro/">non si è discriminate per il fatto di esserlo </a>ma che si sarà valutata come persona a tutto tondo. Un &#8220;correttivo&#8221; quindi quel titolo preferenziale, nella migliore delle ipotesi temporaneo perché poi il mercato sceglierà davvero in base al merito. Ma necessario, per arignare quell&#8217;emoraggia espressa  nella cifra 27,8%, la percentuale di donne che lascia dopo la nascita del primo figlio. E per ridurre quel numero impressionante di donne  che non ricercano più un lavoro pur avendo  tutti i requisiti per farlo, cioè le inattive: sono 9,7 milioni, più  delle occupate (9,2) mentre tra gli uomini i &#8220;rassegnati&#8221; sono circa un  terzo (5,2 milioni) rispetto agli occupati (13,6 milioni).</p>
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		<title>Via libera al talento</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 15:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Qualche volta le iniziative del fondo sociale europeo hanno risvolti pratici, destinati ad imprese e professionisti. Ecco un bel esempio:<span class="readmore"> &#0133; <a rel="bookmark" title="Via libera al talento" href="http://momsatwork.it/2010/07/via-libera-al-talento/">read more of this</a><span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="webkit-fake-url://3660959D-D363-4989-A5FB-1F079B0E41AB/application.pdf" alt="" /></p>
<p>Qualche volta le iniziative del fondo sociale europeo hanno risvolti pratici, destinati ad <strong>imprese e professionisti</strong>. Ecco un bel esempio: un libretto &#8211; passato in Italia assolutamente sotto traccia &#8211; che descrive perché anche nelle piccole e medie imprese <a href="http://momsatwork.it/2010/05/cosa-pensanso-i-direttori-del-personale-leggetelo-qui/" target="_blank">i talenti al femminile sono una risorsa</a>, anche economica, e come vanno valorizzati. Un <a href="http://momsatwork.it/category/studi-e-ricerche/" target="_blank">utile documento </a>da consultare e tenere da parte. <a href="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/07/vademecum-aziende.pdf">vademecum aziende</a></p>
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		<title>Cosa pensanso i direttori del personale?  Leggetelo qui!</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 15:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nostro progetto pilota continua ed oltre a creare un database di donne qualificate e motivate a rientrare &#8211; o<span class="readmore"> &#0133; <a rel="bookmark" title="Cosa pensanso i direttori del personale?  Leggetelo qui!" href="http://momsatwork.it/2010/05/cosa-pensanso-i-direttori-del-personale-leggetelo-qui/">read more of this</a><span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/05/foto-blog-31-maggio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1526" title="Aziende a confronto sul lavoro" src="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/05/foto-blog-31-maggio.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>Il nostro progetto pilota continua ed oltre a creare un database di donne qualificate e motivate a rientrare &#8211; o a modificare i ritmi del proprio impegno &#8211; nel mondo del lavoro, dialoghiamo con le aziende per cercare di capire se e cosa già stanno facendo in termini di conciliazione tra vita familiare e lavorativa. E cosa invece non fanno, perché é percepito come un costo, un aggravio uno snodo critico dell&#8217;organizzazione aziendale. Volete saperne di più? Andate nella sezione &#8220;Le interviste&#8221; qui di fianco a sinistra: grandi gruppi e realtà locali a confronto sul tema. Lo trovate interessante? Diteci la vostra.</p>
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		<title>Sorpresa: il part-time non costa di più</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 23:29:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Devo ringraziare Maria Grazia Seminario, imprenditrice bresciana della Las (Lombarda Accessori Serramenti) che si è prestata al confronto sul tema<span class="readmore"> &#0133; <a rel="bookmark" title="Sorpresa: il part-time non costa di più" href="http://momsatwork.it/2010/04/sorpresa-il-part-time-non-costa-di-piu/">read more of this</a><span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/04/mamma-al-computer1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1127" title="mamma al computer" src="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/04/mamma-al-computer1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Devo ringraziare Maria Grazia Seminario, imprenditrice bresciana della Las (Lombarda Accessori Serramenti) che si è prestata al confronto sul tema della <strong>flessibilità</strong>. E che ha scoperto &#8211; dopo un&#8217;attenta analisi delle buste paga con il suo consulente &#8211; che il <strong><a title="part time" href="http://momsatwork.it/2010/03/you-cannot-have-it-all/" target="_blank">part-time</a></strong> non costa di più del tempo pieno, né in termini retributivi né in termini contributivi. Devo ringraziarla anche per la sua schietta reazione:  &#8220;è stata una sorpresa anche per me!&#8221; Ho voluto raccontarvelo in un post perché questo per me è un piccolo successo e un ottimo esempio. Un piccolo successo perché  dimostra che è possibile sfatare alcuni  <strong>falsi miti sui costi della flessibilità</strong>. Ed un ottimo esempio di come lo scambio di informazioni ed il <strong>confronto tra le pratiche aziendali</strong> può servire in maniera concreta ad affrontare il tema della conciliazione. Che è poi il primo passo per trovare delle soluzioni utili e condivise. Infatti questa imprenditrice mi ha spiegato: gli oneri percepiti sono probabilmente legati ai costi organizzativi. Questa è un&#8217;indicazione chiara, precisa sulla quale ragionare. L&#8217;altra, molto interessante, è questa: &#8220;Forse si chiede a gran voce la defiscalizzazione per <a title="incentivi per le assunzioni" href="http://momsatwork.it/2010/03/le-donne-lombarde-hanno-una-dote-usiamola/" target="_blank">incentivare le assunzioni</a>,  visto che nella  mentalità imprenditoriale il <a title="risorse inutilizzate" href="http://momsatwork.it/2010/03/i-numeri-parlano-da-soli/" target="_blank">part-time è sinonimo di poca disponibilità</a>. Ma &#8211; aggiunge &#8211; per quanto mi riguarda ti posso assicurare  il contrario: infatti le lavoratrici a part-time hanno sempre dimostrato la loro gratitudine  rendendosi più flessibili e professionali dei colleghi  a full-time&#8221;.  Ecco una testimonianza che vale più di mille studi. E poi dicono che nelle piccole imprese non c&#8217;è attenzione per le risorse.</p>
<p>Foto: Pane, amore e creatività</p>
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