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	<title>moms@work &#187; paternità</title>
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		<title>Parents@work</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 07:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/09/why-women-mean-business.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1776" title="why women mean business" src="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/09/why-women-mean-business.jpg" alt="" width="160" height="200" /></a>Cecilia (la quadrismamma mia amica e co-fondatrice del progetto moms@work)  ed io abbiamo recentemente incontrato Avivah Wittemberg, la grintosa scrittrice americana che ha pubblicato come suo ultimo libro &#8220;Why women mean business&#8221;. Il suo ragionamento è semplice e pragmatico, nella miglior tradizione statunitense: le donne hanno ormai un ruolo determinante nelle scelte d&#8217;acquisto per le spese famigliari  (determinano l&#8217;80% degli acquisti);  oltre il 60% ha una laurea; dove c&#8217;è più occupazione femminile c&#8217;è anche più natalità e questo è un valore fondamentale per un Pese che non vuole &#8220;estinguersi&#8221;; le società americane quotate in Borsa con donne ai vertici hanno avuto performance di mercato migliori. Il ragionamento da noi non è ancora così immediato e lineare, e le abbiamo chiesto un parere sulla situazione italiana: &#8220;it will happen&#8221; ha tagliato corto. Un vaticinio che speriamo si realizzi presto. Ma nel frattempo &#8211; l&#8217;abbiamo incalzata &#8211; cosa ne pensa del nostro progetto? &#8220;It&#8217;s interesting but I would have called it parents@work because putting the main responsability of children&#8217;s care over the mother&#8217;s shoulder  makes her weaker in comparaison to the father&#8221;. Ascolto in silenzio, momento di smarrimento esistenziale: sono d&#8217;accordo anch&#8217;io che in un mondo migliore la responsabilità di cura è perfettamente condivisa da entrambi i genitori e che tanto il congedo quanto l&#8217;organizzazione del lavoro deve essere a misura di &#8220;genitore&#8221; e non solo di &#8220;mamma&#8221;.</p>
<p><span id="more-1775"></span>Ma vallo a spiegare ai papà e ai datori di lavoro in Italia: già la proposta di 4 giorni di paternità obbligatoria ha suscitato mille polemiche, e il congedo facoltativo è utilizzato da meno del 4% dei papà che ne avrebbero diritto, contro una media europea (esclusi i Paesi scandinavi dove è obbligatorio) del 20%. MI ricordo ancora la faccia del direttore di mio marito quando gli ha chiesto una settimana di paternità: tra l&#8217;incredulo e l&#8217;ironico….<br />
Insomma, speriamo un giorno di poter cambiare il nome del nostro progetto, vorrebbe dire che abbiamo già fatto un grande passo in avanti! Nel frattempo teniamo presente che il problema c&#8217;è, ma incominciamo dal primo passo: se le donne potranno conciliare meglio lavoro e famiglia, saranno professioniste più soddisfatte e mamme più dinamiche, e anche i mariti se ne accorgeranno. E forse vorranno risarcii il segreto di tanto successo personale&#8230;Che ne pensate?</p>
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		<title>Il gioco dei ruoli</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 17:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi di voi ha visto ieri sera la commedia sentimentale &#8220;Sarà perché ti amo&#8221;, con Sophie Marceau?
Dopo dieci anni di<span class="readmore"> &#0133; <a rel="bookmark" title="Il gioco dei ruoli" href="http://momsatwork.it/2010/08/il-gioco-dei-ruoli/">read more of this</a><span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi di voi ha visto ieri sera la commedia sentimentale &#8220;Sarà perché ti amo&#8221;, con Sophie Marceau?</p>
<p><a href="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/08/sophie-marceau-dany-boon.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1744" title="sophie-marceau-dany-boon" src="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/08/sophie-marceau-dany-boon-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Dopo dieci anni di matrimonio, Ariane (Sophie Marceau) e Hugo (Dany Boon) sono nel pieno di una crisi di identità di coppia e decidono &#8211; per scongiurare l&#8217;incomprensione e il divorzio &#8211; di <strong>scambiarsi i ruoli per un anno</strong>. Così Ariane si ritrova da un giorno all&#8217;altro a dirigere l&#8217;impresa edile del marito; quest&#8217;ultimo invece si improvvisa venditore porta a porta di bigiotteria ma sopratutto <strong>padre a tempo pieno</strong>, lui che non ha mai partecipato ad una recita del figlio e che in casa non ha mai alzato un dito.</p>
<p><span id="more-1743"></span>Una commedia divertente, un po&#8217; romantica ma anche provocatoria: e se davvero per un periodo &#8211; non dico un anno &#8211; <a title="Baby Boo" href="http://momsatwork.it/2010/03/you-cannot-have-it-all/" target="_blank">ci si scambiasse i ruoli?</a> Forse sarebbe possibile capire &#8220;come sta l&#8217;altro&#8221;, <a title="The evolution of dad" href="http://momsatwork.it/2010/06/the-evolution-of-dad/" target="_blank">il nostro partner. Forse  lui capirebbe</a> che una mamma &#8211; al di là e oltre del lavoro, quello retribuito se ne ha uno &#8211; è una vera e propria &#8220;family manager&#8221;. E forse la mamma capirebbe invece l&#8217;importanza del suo ruolo anche tra le mura domestiche, confrontandolo con un lavoro in ufficio che richiede le stesse doti di rapidità, professionalità e responsabilità che adoperiamo tutti i giorni &#8211; comunque -a casa. E scoprirebbe di avere molte doti &#8220;represse&#8221;. Che ne pensate? Non è una follia e in ambito professionale è già stato sperimentato e teorizzato: quando lavoravo da Bloomberg (gruppo d&#8217;informazione finanziaria) con regolarità i capi dei vari dipartimenti si scambiavano i ruoli per sei mesi, per vedere &#8220;cosa succede&#8221; tutt&#8217;intorno a sè.</p>
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		<title>The evolution of Dad</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 13:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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Papa&#8217; alla riscossa. Si potrebbe riassumere così un&#8217;iniziativa molto interessante nata negli Stati Uniti da un regista che, quando è<span class="readmore"> &#0133; <a rel="bookmark" title="The evolution of Dad" href="http://momsatwork.it/2010/06/the-evolution-of-dad/">read more of this</a><span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3hHK4ZKq0nI&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/3hHK4ZKq0nI&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Papa&#8217; alla riscossa. Si potrebbe riassumere così un&#8217;iniziativa molto interessante nata negli Stati Uniti da un regista che, quando è diventato padre,  è entrato in crisi e si è interrogato sul proprio ruolo all&#8217;interno della famiglia. Ne è nato un documentario ricco di testimonianze dove i papa&#8217; d&#8217;America raccontano, riscoprono &#8211; e rivendicano &#8211; la propria importanza come genitori. Mettendo in discussione non solo gli equilibri tra le mura domestiche ma anche l&#8217;organizzazione sociale ed economica attuale, ancora basata sul modello del breadwinner, principale reddito e contribuente del nucleo famigliare.</p>
<p style="text-align: left;">Che ne pensate? Ennesima &#8220;trovata&#8221; americana o iniziativa all&#8217;avanguardia?</p>
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