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	<title>moms@work &#187; ruolo paterno</title>
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		<title>&#8220;Grazie per l&#8217;aiuto&#8221; &#8211;  &#8220;E&#8217; naturale&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 11:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2011/05/papa-e-figlio1.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-2340" title="papa e figlio" src="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2011/05/papa-e-figlio1-300x290.gif" alt="" width="300" height="290" /></a>Una settimana senza tata, che proprio il lunedì è caduta e deve stare a riposo una settimana. Un infermo? All&#8217;inizio, quando il panico ha preso il sopravvento, anche perché nel nostro caso non abbiamo nonni in città. Ma poi &#8211; come nel gioco del tetris &#8211; mio marito ed io abbiamo <strong>&#8220;incastrato&#8221; tutti i nostri impegni</strong>, quelli dei figli e alla sera eravamo tutti a casa, stanchi ma sereni. Ho <strong>riscoperto doti da massaia </strong>- fare le pulizie è meglio di due ore in palestra, ed è gratificante vedere il risultato, immediato molto più di quanto si stende un business pan! &#8211; ma anche da <strong><em>crisis manager</em></strong> &#8211; quando il treno era in ritardo e il figlio fuori da scuola ad aspettarmi. Ma soprattutto ho riscoperto il valore di un partener di fianco a me, che c&#8217;è e aiuta. Perché se è vero che in azienda la squadra mista è vincente, lo è altrettanto a casa se il padre aiuta e tutto il peso della parola &#8220;conciliazione&#8221; non è solo sulle spalle della mamma. Ho detto mille &#8220;grazie, tesoro&#8221; &#8220;arrivo, scusa&#8221;  e lui mi guardava con aria stupita, dicendomi &#8220;figurati, mi sembra naturale!&#8221; . Ecco <a href="http://momsatwork.it/2010/11/il-problema-di-essere-mamma-e-cercare-lavoro/" target="_blank">perché sono riuscita a lavorare</a> questa settimana, e <a href="http://momsatwork.it/2011/01/lultima-donna-in-cinta-sulla-terra/" target="_blank">perché non escludo di fare un altro figlio:</a> perché <strong>siamo due genitori! </strong></p>
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		<title>Parents@work</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 07:07:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/09/why-women-mean-business.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1776" title="why women mean business" src="http://momsatwork.it/wp-content/uploads/2010/09/why-women-mean-business.jpg" alt="" width="160" height="200" /></a>Cecilia (la quadrismamma mia amica e co-fondatrice del progetto moms@work)  ed io abbiamo recentemente incontrato Avivah Wittemberg, la grintosa scrittrice americana che ha pubblicato come suo ultimo libro &#8220;Why women mean business&#8221;. Il suo ragionamento è semplice e pragmatico, nella miglior tradizione statunitense: le donne hanno ormai un ruolo determinante nelle scelte d&#8217;acquisto per le spese famigliari  (determinano l&#8217;80% degli acquisti);  oltre il 60% ha una laurea; dove c&#8217;è più occupazione femminile c&#8217;è anche più natalità e questo è un valore fondamentale per un Pese che non vuole &#8220;estinguersi&#8221;; le società americane quotate in Borsa con donne ai vertici hanno avuto performance di mercato migliori. Il ragionamento da noi non è ancora così immediato e lineare, e le abbiamo chiesto un parere sulla situazione italiana: &#8220;it will happen&#8221; ha tagliato corto. Un vaticinio che speriamo si realizzi presto. Ma nel frattempo &#8211; l&#8217;abbiamo incalzata &#8211; cosa ne pensa del nostro progetto? &#8220;It&#8217;s interesting but I would have called it parents@work because putting the main responsability of children&#8217;s care over the mother&#8217;s shoulder  makes her weaker in comparaison to the father&#8221;. Ascolto in silenzio, momento di smarrimento esistenziale: sono d&#8217;accordo anch&#8217;io che in un mondo migliore la responsabilità di cura è perfettamente condivisa da entrambi i genitori e che tanto il congedo quanto l&#8217;organizzazione del lavoro deve essere a misura di &#8220;genitore&#8221; e non solo di &#8220;mamma&#8221;.</p>
<p><span id="more-1775"></span>Ma vallo a spiegare ai papà e ai datori di lavoro in Italia: già la proposta di 4 giorni di paternità obbligatoria ha suscitato mille polemiche, e il congedo facoltativo è utilizzato da meno del 4% dei papà che ne avrebbero diritto, contro una media europea (esclusi i Paesi scandinavi dove è obbligatorio) del 20%. MI ricordo ancora la faccia del direttore di mio marito quando gli ha chiesto una settimana di paternità: tra l&#8217;incredulo e l&#8217;ironico….<br />
Insomma, speriamo un giorno di poter cambiare il nome del nostro progetto, vorrebbe dire che abbiamo già fatto un grande passo in avanti! Nel frattempo teniamo presente che il problema c&#8217;è, ma incominciamo dal primo passo: se le donne potranno conciliare meglio lavoro e famiglia, saranno professioniste più soddisfatte e mamme più dinamiche, e anche i mariti se ne accorgeranno. E forse vorranno risarcii il segreto di tanto successo personale&#8230;Che ne pensate?</p>
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		<title>The evolution of Dad</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 13:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zavaritt</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p> <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3hHK4ZKq0nI&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/3hHK4ZKq0nI&amp;rel=0&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Papa&#8217; alla riscossa. Si potrebbe riassumere così un&#8217;iniziativa molto interessante nata negli Stati Uniti da un regista che, quando è diventato padre,  è entrato in crisi e si è interrogato sul proprio ruolo all&#8217;interno della famiglia. Ne è nato un documentario ricco di testimonianze dove i papa&#8217; d&#8217;America raccontano, riscoprono &#8211; e rivendicano &#8211; la propria importanza come genitori. Mettendo in discussione non solo gli equilibri tra le mura domestiche ma anche l&#8217;organizzazione sociale ed economica attuale, ancora basata sul modello del breadwinner, principale reddito e contribuente del nucleo famigliare.</p>
<p style="text-align: left;">Che ne pensate? Ennesima &#8220;trovata&#8221; americana o iniziativa all&#8217;avanguardia?</p>
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